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Avvio del programma “Global Combat Air Program”

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Avvio del programma “Global Combat Air Program”


L’Italia, il Regno Unito e il Giappone hanno sottoscritto un patto internazionale, il quale ha un ruolo significativo nel stabilire un programma aereo da combattimento dedito allo sviluppo di una caccia di sesta generazione, il Global Combat Air Programme. Questo accordo è stato firmato a Tokyo dai ministri della Difesa di tutti e tre i Paesi, dall’italiano Guido Crosetto, dal britannico Grant Shapps e il giapponese Minoru Kihara. L’accordo dovrà ora essere ratificato dai parlamenti dei tre Paesi

Il patto

Giovedì 14 dicembre, a Tokyo, il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, assieme al ministro della Difesa del Giappone, Minoru Kihara e il ministro della difesa del Regno Unito, Grant Shapps, hanno firmato l’accordo sul Global Combat Air Programme, anche chiamato solamente GCAP. Questo accordo prevede la realizzazione di un progetto per lo sviluppo di un aereo da combattimento di sesta generazione entro il 2035.

I tre ministri hanno fissato che la sede del GCAP e la corrispondente struttura d’impresa saranno situate nel Regno Unito e, hanno anche concordato che il primo direttore generale dell’Agenzia Gcap sarà di nazionalità giapponese. Secondo quanto detto dai fautori di questo programma, lo scopo non è finalizzato solo a produrre una caccia di sesta generazione entro il 2035 ma, è volto anche a valorizzare, ancora di più, la base industriale della difesa di tutti e tre i paesi.

Chi saranno leader nazionali dell’industria della difesa del GCAP?

I leader nazionali dell’industria della difesa del Global Combat Air Programme saranno:

  • l’italiana Leonardo;
  • la britannica BAE Systems;
  • la giapponese Mitsubishi Heavy Industries.

Sotto la supervisione di un ente di coordinamento, essi puntano a completare i lavori di progettazione entro il 2027.

Il programma industriale di cui si avvale l’Italia è guidato da Leonardo it, il quale lavora in stretta collaborazione con Mbda Italia, Elettronica e Avio Aero, con l’obiettivo di instaurare un processo di cooperazione che coinvolgerà, oltre alle aziende leader nel settore, anche le  piccole e medie imprese, i centri di ricerca e università, cercando, così, di formare un network di competenze che sia in grado di mettere a sistema le eccellenze sia in ambito industriale che in ambito accademico.

Il Governo ha deciso di stanziare, per un’operazione del genere, 271,2 milioni di euro per un totale di 2023,99 milioni nel 2024 e 101 milioni nel 2025.

Ma che cos’è il Global Combat Air Programme e perché il Ministro Crosetto ne è così tanto soddisfatto?

Lo scorso 9 dicembre del 2022 i capi dei governi di Italia, Giappone e Regno Unito hanno annunciato al mondo la nascita di un nuovo programma. Questo programma, da cui ne deriva l’accordo, è frutto del progetto Tempest a guida britannica, a cui partecipa anche l’Italia, e il programma F-X dello Stato asiatico. Questo futuro sistema aereo da combattimento definito come il “sistema dei sistemi”, mira a sostituire gli Eurofighter occidentali di Roma e Londra e gli F-16 di Tokyo perché sono formati da attrezzature obsolete, vecchie di circa 40 anni.

Crosetto, insieme ai suoi alleati, sembrano gli unici ad essere soddisfatti di questo progetto poiché, di esserne soddisfatti c’è ben poco. Egli afferma:

“essere qui oggi rappresenta per l’Italia, e penso per tutti noi, un traguardo molto importante per il programma Gcap, e allo stesso tempo un messaggio fortissimo perché la nostra partnership è un messaggio per il resto del mondo.”

Certamente carissimo Crosetto, certamente la nostra partnership è un messaggio per il resto del mondo, ma sempre in relazione a che messaggio vogliamo mandare, perché se il messaggio è quello di costruire un aereo da combattimento io non ne sarei così fiera.

I vertici della Difesa di Italia, del Giappone e del Regno Unito con questo patto,  hanno confermato il forte impegno a rispettare  la cooperazione trilaterale sugli obiettivi comuni del Gcap in modo da garantirne il successo.

L’ultimo step adesso spetta ai parlamentari di ciascun paese i quali devono ratificare l’accordo. Si prevede che la fase di sviluppo congiunto del programma Gcap inizierà nel 2025 e per il 2035 potranno vedersi in volo gli aerei da combattimento. 

In questo contesto storico si fa fatica ad  essere entusiasti di un progetto del genere  soprattutto perchè la maggior parte della sofferenza e crisi globale è generata da conflitti bellici , perdite umane, costi ed investimenti che assorbono gran parte del bilancio  economico dei paesi coinvolti. Sembra come se si volesse combattere la violenza con altra violenza, generando così un circolo vizioso senza poterne più uscire. Chissà quale sarà l’esito di questa invenzione, la quale, ora come ora, sembra essere un’ulteriore strumento di distruzione.

Ambra Vanella



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