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Quali sarebbero stati i piani degli USA nel caso in cui il Giappone non si fosse arreso?

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Quali sarebbero stati i piani degli USA nel caso in cui il Giappone non si fosse arreso?



La fine della Seconda Guerra mondiale è stato un momento molto delicato della storia recente. Con lo scoppio delle bombe nucleari si andava infatti a concludere un conflitto sanguinoso, che aveva portato alla morte milioni di persone, ma d’altra parte s’inaugurava anche l’era dell’atomica.

Cosa sarebbe tuttavia successo nel caso in cui l’esercito giapponese non si sarebbe arreso neanche dopo lo scoppio delle due bombe atomiche? I primi a domandarselo furono gli stessi militari statunitensi, che redassero un piano B nel caso in cui il popolo giapponese continuasse ad inneggiare e a fomentare la guerra totale contro “l’invasore”.

Oggi conosciamo questi piani grazie al desecramento di alcuni fascicoli militari e alle dichiarazioni di alcuni generali americani, come George C. Marshall, che in cuor suo non credeva che i giapponesi avrebbero potuto resistere a lungo.

Per sfiancare la resistenza giapponese, gli americani avevano pianificato di bombardare ancora più duramente le città principali del paese, seppur il presidente Truman fosse riluttante ad utilizzare un’altra atomica. Produrre questi ordigni era infatti estremamente costoso e già all’epoca i vertici militari USA si stavano preoccupando per accumulare più bombe possibili, in previsione di un eventuale guerra futura con l’URSS di Stalin. Tuttavia, il piano originale dell’uso delle bombe atomiche prevedeva che gli Stati Uniti avrebbero sganciato una terza bomba, qualora i giapponesi non avessero accettato la resa entro la fine di agosto del 1945.

Nel caso in cui la guerra sarebbe continuata anche oltre il mese di Settembre, gli americani prevedevano infine di aumentare la produzione di ordigni nucleari e di bombardare l’intera superficie del Giappone con altre tipologie di bombe, che usavano il napalm, che in quel frangente storico si stavano dimostrando anche più distruttive delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. In contemporanea, la marina avrebbe anche realizzato un’invasione del Sol Levante, insieme agli alleati sovietici, cinesi e coreani, che da un po’ di mesi scalpitavano per sbarcare in Giappone.

Bisogna anche chiarire che all’interno di questo piano di liberazione, gli Stati Uniti erano pronti anche ad infrangere una delle poche regole che si erano imposti durante il conflitto contro i nazisti, pur di velocizzare la fine della guerra. Questa prevedeva di non usare gas velenosi per uccidere i soldati nemici, una regola che “fortunatamente” non ci fu bisogno d’infrangere, perché la devastazione portata dagli ordigni nucleari fece capire a tutti i generali giapponesi più oltranzisti che non potevano vincere contro la forza dell’atomo.



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